Compostabile e Biodegradabile

Compostabile e biodegradabile

Molti gelatieri confondono compostabile con biodegradabile. Quali sono le differenze?
Un elemento biodegradabile non è infatti automaticamente anche compostabile.
La biodegradabilità è la potenzialità delle sostanze e dei materiali di essere trasformati, attraverso l’attività dei microrganismi presenti nell’ambiente, in humus, acqua e l’anidride carbonica.
La compostabilità è la potenzialità di un materiale organico di trasformarsi in compost mediante il processo di compostaggio: il compost è il frutto della disintegrazione e biodegradazione di materiale organico, ad esempio la frazione umida dei rifiuti domestici.

La normativa europea che definisce il riciclaggio organico degli imballaggi in Italia è l’UNI EN 13432. Lo standard UNI EN 14995 definisce invece, i prodotti in plastica compostabili, non usati come imballaggi. Per entrambi gli standard un prodotto è definito compostabile quando soddisfa quattro criteri:
a) deve essere biodegradabile (> 90% rispetto alla cellulosa) in un processo di compostaggio (180 giorni);
b) deve disintegrarsi in un ciclo di trattamento (90 giorni);
c) non deve avere effetti tossici sul compost prodotto;
d) non deve alterare il processo di compostaggio.

Direttiva EU 2019/904 IL FUTURO DELLA PLASTICA MONOUSO

Direttiva EU – Quale sarà il futuro degli articoli monouso?

Che cos’è la direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 (Parlamento Europeo e del Consiglio, 2019) sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente?

Il Parlamento Europeo ha deciso di emanare una direttiva con l’intento di risolvere il problema dell’enorme quantità di plastica rinvenuta sulle spiagge o negli ambienti naturali, andando a correggere quella che è stata individuata come la radice dell’inquinamento da plastica, ovvero l’immissione sul mercato di determinati oggetti.

Anzitutto c’è da dire che la plastica è una risorsa. Quello che dovremmo correggere è il nostro comportamento come utilizzatori finali. La raccolta differenziata è un dovere morale oltre che un obbligo di legge. Ogni cittadino deve impegnarsi a contribuire alla corretta gestione dei rifiuti, in quanto la plastica, se correttamente conferita può essere riciclata e riutilizzata all’infinito.

Cosa comporterebbe la direttiva europea che entrerà in vigore entro il 3 luglio 2021?

Come riporta l’Articolo 5 della Direttiva, sulle restrizioni all’immissione sul mercato, da luglio 2021 non potranno più essere immessi sul mercato alcuni prodotti in plastica monouso progettati per un singolo utilizzo e con facile propensione alla dispersione nell’ambiente, in ragione del loro volume e dimensioni (per esempio involucri per cannucce)

Rientrano nei divieti della Direttiva anche gli articoli in plastica oxo degradabile che Polo Plast non produce.

L’obiettivo primario della Direttiva è limitare l’immissione sul mercato di oggetti destinati al singolo utilizzo e che hanno un tempo di vita breve.

Ma un oggetto di plastica non deve necessariamente essere realizzato per venire utilizzato una sola volta: la vita di un oggetto può essere molto più lunga! Molti articoli in plastica sono riutilizzabili, ovvero formulati, disegnati e realizzati per poter essere lavati dopo l’uso e quindi possono svolgere la loro funzione ripetutamente. Anche questa è una forma di riciclo!